Farro

Classe: Monocotyledones
Famiglia: Graminaceae (Gramineae o Poaceae)
Specie: Triticum spp.
Farro piccolo: Triticum monococcum L.
Farro medio: o semplicemente Farro Triticum dicoccum Schrank - Sin. Triticum dicoccum Schübler
Farro grande o spelta: Triticum spelta L.


Origine e diffusione

Farro è denominazione generica attribuita indifferentemente a ben tre specie diverse del genere Triticum, comunemente chiamate “frumenti vestiti”. Fino agli inizi del '900 la loro coltivazione era diffusa in alcune valli dell'Appennino e in diverse zone montane d'Italia; in seguito è quasi scomparsa. Oggi è in forte ripresa per interessi legati alla riscoperta di cibi tipici e alternativi, a provvedimenti di politica agraria volti a diversificare gli indirizzi produttivi ed al recupero di aree marginali e svantaggiate attraverso forme di agricoltura ecocompatibili, alla accresciuta sensibilità nei riguardi della conservazione di specie agrarie a rischio di estinzione o di erosione genetica (biodiversità).
Le più importanti aree italiane di coltivazione sono la Garfagnana e l'area umbro-laziale tra l’Umbria ed il Reatino.


Caratteri botanici

  • Farro piccolo: le spighette hanno glume consistenti che racchiudono una, o molto raramente due, cariossidi a frattura semivitrea. E' il farro di più antica origine e coltivazione.
  • Farro medio: presenta, come il farro piccolo, spiga compatta generalmente aristata. Le spighette contengono di norma due cariossidi, raramente tre. La sua area di diffusione è collocabile da oriente del Mediterraneo fino al Caucaso.
  • Farro grande: ha la spiga senza (o con brevissime) reste. Come nel farro medio, le spighette contengono due cariossidi, raramente tre. E' il farro di origine più recente. La sua origine è situata tra il Mar Caspio e i territori dell’Afghanistan e del Kazakistan odierni.

Adattamento alle zone marginali

Il farro si adatta alle zone marginali grazie soprattutto alla rusticità, alle modeste esigenze in fatto di fertilità dei terreni, alla resistenza al freddo;

Ha forte potere di accestimento, che consente il recupero di una sufficiente fittezza delle colture nei casi di semine mal riuscite o di diradamenti dovuti ad eccessi termici invernali;

Ha taglia alta che in concorso con la tardività del ciclo ed il forte potere di accestimento conferisce elevata suscettibilità all’allettamento, avversità che la modesta fertilità del suolo degli ambienti marginali permette di contenere;

Ha la cariosside vestita di involucri a protezione contro le avversità e le possibili alterazioni della granella causate dalla piovosità.

Specie e varietà

  • Farro piccolo: è il meno produttiv e il più tardivo (spigatura e maturazione ritardano di 10-20 giorni rispetto alle comuni varietà di frumento tenero), è inadatto agli ambienti con precoce innalzamento delle temperature accompagnato da assenza di precipitazioni. E’ molto suscettibile all’allettamento. Il farro piccolo presenta interesse soprattutto sotto l’aspetto qualitativo: le cariossidi, a frattura semi-vitrea, hanno un elevato contenuto di proteine e di carotenoidi.
  • Farro medio: è il più importante e diffuso farro coltivato in Italia, è spesso considerato il farro per antonomasia. E’ più adattabile dello spelta a condizioni ambientali difficili. Nell’ambito degli areali centrali italiani la coltivazione e la riproduzione in loco da lunghissimo tempo dei medesimi genotipi hanno differenziato delle popolazioni autoctone (ecotipi) caratteristiche degli areali medesimi (farri della Garfagnana e del Molise.
  • Farro grande: possiede potenzialità produttive superiori al farro medio, che tuttavia possono esprimersi appieno solo in ambienti non troppo sfavorevoli. In situazioni pedoclimatiche difficili lo spelta non risulta competitivo col farro medio.

Tecnica colturale

La tecnica di coltivazione tradizionalmente seguita negli areali tipici di produzione è estremamente semplificata: assente è l'impiego di prodotti chimici di sintesi, in particolare di erbicidi; l’impiego di concimi è limitato ad apporti molto ridotti di fertilizzanti azotati.

Raccolta e utilizzazione

Le produzioni sono molto variabili: dai 28-30 quintali ad ettaro nei terreni di pianura ai 10-18 delle zone di montagna e marginali. La granella oggi viene impiegata quasi esclusivamente nell'alimentazione umana. Lo spelta, può essere impiegata anche nella panificazione. Oggi, soprattutto nella zone tipiche è tornato ad essere prodotto e usato nella preparazione di diversi piatti tipici come la torta di farro o il minestrone di farro.

Concimazione

Di solito è sufficiente la letamazione o la fertilità lasciata dall'erba medica. Il farro ha infatti modeste esigenze in fatto di elementi nutritivi. Modesti apporti di azoto possono viceversa rendersi utili su terreni di fertilità molto scarsa, con avvicendamenti in cui prevalgono colture sfruttanti o senza apporti di letame. 

In pre-semina ed in copertura, intervenire al suolo con i concimi organici ed organo-minerali a base di AGROGEL®, gelatina idrolizzata per uso agricolo, ad alto contenuto di azoto e carbonio organici. L’azoto non è soggetto a perdite per lisciviazione e volatilizzazione, per cui questi concimi rispettano l’ambiente e riducono gli sprechi economici. La complessazione degli altri meso e microelementi alla matrice proteica consente una cessione progressiva e modulata, completamente naturale, che prolunga la disponibilità per le piante anche di fosforo, potassio, ferro, zolfo, limitando i fenomeni di immobilizzazione nel suolo. Con soli due interventi, viene soddisfatto tutto il fabbisogno nutrizionale della coltura, aumenta la resa produttiva e la qualità della granella.


Per via fogliare, intervenire con i concimi a base di GELAMIN®, gelatina idrolizzata fluida per uso agricolo, ottenuta con un processo esclusivo, l’idrolisi enzimatica, che consente di avere un alto contenuto di azoto organico e di amminoacidi in forma levogira. Questi concimi vengono rapidamente assorbiti per via fogliare e svolgono una doppia funzione, nutritiva e biostimolante, favorendo un ottimale sviluppo vegetativo, un’azione anti-stress e aumentando la qualità finale della granella, in termini di contenuto proteico e peso specifico. La stabilità della matrice, la bassa salinità e il pH consentono la miscibilità con altri prodotti, anche fitofarmaci, per cui l’applicazione può essere effettuata in occasione dei diserbi o dei trattamenti fungicidi e insetticidi.