Frumento tenero

Grano o frumento tenero

Nome botanico: Triticum spp.

Famiglia: Graminaceae (Gramineae o Poaceae)

Origine e diffusione:

attualmente il frumento è il cereale più coltivato nel mondo con oltre 230 milioni di ettari. Con il nome di frumento si intendono svariate specie di graminacee appartenenti al genere Triticum che furono tra le prime piante ad essere coltivate nell’era Neolitica, nell’area del vicino e Medio Oriente. Da questa regione i frumenti si sono evoluti e diffusi in tutti i paesi a clima temperato.


Caratteri botanici:

Cariosside: quello che comunemente viene chiamato “seme” dei cereali è in realtà una cariosside.


Infiorescenza:

l’infiorescenza del frumento è una spiga composta costituita da un asse principale formato da corti internodi. Su ogni nodo del rachide è inserita una spighetta pluriflora. Il numero di spighette per spiga varia molto con la specie, la varietà e le condizioni di crescita:

Nelle spighette pluriflore il numero dei fiori in ogni spighetta varia da tre a sette, però normalmente sono fertili solo i fiori basali.


Biologia:

il frumento è una pianta annuale il cui ciclo può essere diviso in varie fasi: germinazione ed emergenza, accestimento, levata, fioritura e maturazione.

  • Germinazione:
    il frumento (microterme), ha temperature minime per la germinazione di circa 0°C; tuttavia è solo con temperature di 2-4 °C che la germinazione avviene con accettabile prontezza (15-20 giorni) e regolarità.
  • Accestimento:
    il frumento è dotato della capacità di sviluppare altri germogli in aggiunta a quello primario. Grazie all'accestimento il frumento riesce ad aggiustare la fittezza della copertura vegetale adeguandola alla disponibilità di spazio.
    I fattori che promuovono l'accestimento del frumento sono: profondità di semina (non eccessiva), semina precoce, buone disponibilità nutri­tive (segnatamente di azoto), buon drenaggio del terreno, buon contatto del terreno con il piano di accestimento delle piantine (rullatura).
    Nelle ordinarie condizioni di coltura il frumento passa alla fase riproduttiva dopo aver differenziato 7-9 foglie (viraggio) Se questa fase avviene in non buone condizioni termiche e soprattutto nutritive le spighe differenzieranno un ridotto numero di spighette e di fiori per spighetta. Con l'accestimento si determina il numero di spighe a m2, con il viraggio il numero dei fiori delle infiorescenze: sono queste le condizioni per predisporre i «depositi», cioè le cariossidi, nei quali i prodotti della fotosintesi si riverseranno e si accumuleranno dopo la fioritura durante la fase della maturazione.
  • Levata:
    quando la temperatura dell'aria raggiunge 10 °C, le piante iniziano la fase di levata: i nodi che finora erano a distanza estremamente raccorciata iniziano a distanziarsi.
    L'inizio della levata si identifica con il momento in cui sezionando con una lametta il culmo si trova l'apice distanziato di 1 cm dal piano di accestimento.
    Quando tutti gli internodi più bassi si sono sviluppati ed è in corso l'al­lungamento solo dell'ultimo, la spiga, ormai già completamente formata, viene spinta attraverso la guaina dell'ultima foglia determinandovi un caratteristico ingrossamento: si ha allora lo stadio della botticella.
    Pochi giorni dopo segue l'uscita della spiga (spigatura), e dopo altri 5 o 6 giorni si ha la fioritura, stadio a cui la pianta ha raggiunto la sua massima altezza.
    Nella fase di levata l'assorbi­mento di sostanze minerali raggiungono valori molto elevati.
  • Maturazione:
    quando la pianta è completamente gialla e la granella ha un contenuto d'acqua non superiore al 13% si ha la maturazione agronomica: in questo momento è possibile iniziare la mietitrebbiatura.

Esigenze ambientali:
il frumento sotto l’aspetto termico è una specie che non necessita di alte temperature per crescere, svilupparsi e produrre. Nei climi dove l’inverno è sufficientemente mite è coltivato in semina autunnale e raccolto a fine primavera. Nelle regioni ad alte latitudini, ad esempio Centro-Nord Europa, Canada, ecc. si semina a fine inverno e si raccoglie in estate avanzata.


Acqua:

dopo la temperatura il fattore climatico più importante è l’acqua disponibile.
In Italia la piovosità nel clima mediterraneo è concentrata in autunno-inverno..Ciò fa sì che le fasi di semina, emergenza e accestimento avvengano in un periodo in cui l’acqua non fa difetto; sono da temere gli inconvenienti causati dagli eccessi di precipitazioni.

Nella fase di maturazione le disponibilità idriche giocano un ruolo determinate sul livello di produzione della coltura. Deficienza idrica in questa fase si traduce in decurtazione della produzione di granella (diminuzione della assimilazione netta e accorciamento del “riempimento”) con formazione di granelli non riempiti.


Neve:

la copertura nevosa è un’efficace protezione del frumento dai geli invernali. E’ solo alla copertura nevosa che in paesi nordici le colture resistono ai geli fin di -29 °C.

Una copertura nevosa molto prolungata peraltro, espone il frumento a pericolosi attacchi di Fusarium nivale.


Tecnica colturale:

la coltivazione del frumento trae notevoli vantaggi dall’avvicendamento colturale. La successione ad una coltura da rinnovo inoltre permette una lavorazione meno profonda del terreno.


Nuove prospettive:

in fatto di preparazione del terreno per il frumento si stanno diffondendo tec­niche consistenti nella riduzione o eliminazione delle lavo­razioni, mirate a realizzare risparmi energetici oltre che conseguire vantaggi agronomici ed ecologici (miglioramento del terreno, riduzione dell'erosione).


Concimazione:

il frumento, per ogni 100 kg di granella, richiede:

  • Azoto: 3 kg di cui: 2,5 asportati con la granella e 0,5 residuali nella paglia
  • Fosforo P2O5: 1,5 kg di cui: 1,1 asportati con la granella e 0,4 residuali nella paglia
  • Potassio K2O: 2,5 kg di cui: 0,5 asportati con la granella - 2 residuali.

Fosforo e Potassio sono adsorbiti dal terreno, spesso sono presenti in quantità sufficienti o quasi e ven­gono rilasciati; basta perciò integrare la dotazione del terreno, se insufficiente, con concima­zioni presemina.

Indispensabile intervenire con apporti di Azoto per integrare in ogni momento le disponibilità naturali, adeguandole al fabbisogno col­turale in ogni fase dello sviluppo.

In pre-semina ed in copertura, intervenire al suolo con i concimi organici ed organo-minerali a base di AGROGEL®, gelatina idrolizzata per uso agricolo, ad alto contenuto di azoto e carbonio organici. L’azoto non è soggetto a perdite per lisciviazione e volatilizzazione, per cui questi concimi rispettano l’ambiente e riducono gli sprechi economici. La complessazione degli altri meso e microelementi alla matrice proteica consente una cessione progressiva e modulata, completamente naturale, che prolunga la disponibilità per le piante anche di fosforo, potassio, ferro, zolfo, limitando i fenomeni di immobilizzazione nel suolo. Con soli due interventi, viene soddisfatto tutto il fabbisogno nutrizionale della coltura, aumenta la resa produttiva e la qualità della granella.


Per via fogliare, intervenire con i concimi a base di GELAMIN®, gelatina idrolizzata fluida per uso agricolo, ottenuta con un processo esclusivo, l’idrolisi enzimatica, che consente di avere un alto contenuto di azoto organico e di amminoacidi in forma levogira. Questi concimi vengono rapidamente assorbiti per via fogliare e svolgono una doppia funzione, nutritiva e biostimolante, favorendo un ottimale sviluppo vegetativo, un’azione anti-stress e aumentando la qualità finale della granella, in termini di contenuto proteico e peso specifico. La stabilità della matrice, la bassa salinità e il pH consentono la miscibilità con altri prodotti, anche fitofarmaci, per cui l’applicazione può essere effettuata in occasione dei diserbi o dei trattamenti fungicidi e insetticidi.

 

 

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