Redazionali

Buono a Sapersi!
Back to Basics! Le piante cosa mangiano?

15/03/2012

Continuando sul tema della fertilità, la dotazione di elementi nutritivi di un terreno è l'aspetto della fertilità più comunemente percepito e gli eventuali difetti si correggono con la concimazione. Gli elementi richiesti in quantità elevata dalle piante sono l'azoto, il fosforo, il potassio, il calcio ed il magnesio. Altri elementi, pur essendo assobiti in bassissime quantità, sono importanti perchè utilizzati come componenti di cofattori o come attivatori nei processi biochimici.

Nel terreno l'azoto è presente stabilmente sotto forma di azoto organico e trattenuto per assorbimento biologico, in forma minerale come azoto ammoniacale adsorbito* sui colloidi, soggetto a perdite per gassificazione, in forma minerale come azoto nitritico disciolto nella soluzione circolante, soggetto a perdite per dilavamento e per denitrificazione. La sua specificità ne fa un elemento soggetto ad una particolare criticità: l'azoto rientra infatti nella composizione dei prodotti nobili, asportati con il raccolto ed è suscettibile di perdite per varie cause. Il mantenimento delle riserve ed il rilascio graduale della forma assimilabile è garantito dal ciclo dell'azoto e la sua disponibilità nel terreno è strettamente correlata al tenore in sostanza organica e al rapporto fra mineralizzazione e umificazione.

Il fosforo è presente nel terreno sopratutto come prodotto della lenta degradazione di minerali contenenti fosfato di calcio, generalmente presenti in piccole quantità in rocce magmatiche. Altre fonti minerali sono rappresentate dalle fosforiti, rocce sedimentarie originate da depositi di fosfati in ambiente marino. Le fonti non minerali sono invece rappresentate dal ciclo della sostanza organica: alte concentrazioni di fosforo sono presenti nelle ossa dei vertebrati. La solubilizzazione del fosfato minerale e di quello contenuto nelle ossa è un processo molto lento, perciò nel terreno agrario la fonte più consistente è rappresentata dalla concimazione, che apporta sali del fosforo in forma solubile. Il fosforo è un elemento poco dinamico nel terreno, soggetto facilmente ad immobilizzazione per insolubilizzazione e per adsorbimento anionico. Ai fini agronomici è quindi fondamentale conoscere la frazione disponibile per le piante, rappresentata dal fosforo solubile e dal fosforo scambiabile (presenti rispettivamente nella soluzione circolante e nel complesso di scambio).

Il potassio deriva dalla disgregazione e solubilizzazione di diversi silicati ed è inoltre frequente come catione fissato nello spazio interlamellare dei minerali argillosi. In generale è quindi abbondantemente presente. Le fonti di potassio sono rappresentate dalla disgregazione e alterazione dei minerali, attuate nel lungo periodo e dal ciclo del carbonio che reintegra le asportazioni da parte delle piante. Nel terreno agrario si aggiunge come fonte la concimazione. Ai fini agronomici è importante la determinazione del potassio assimilabile, che comprende la frazione scambiabile e quella solubile.

Vediamo ora i macroelementi secondari:

Il calcio, che serve per processi biochimici delle membrane cellulari e nella mitosi ed è una componente strutturale della lamella mediana e della parete cellulare. Si trova come componente in alcuni silicati, nei carbonati, nei fosfati, nei solfati.

Il magnesio, che è un componente essenziale della clorofilla e si trova anche esso come componente di molti silicati e nei carbonati.

Lo zolfo, un costituente della cistina, indispensabile per la formazione dei ponti di solfuro responsabili della struttura delle proteine e si trova come componente dei solfuri e dei solfati dei minerali secondari nelle rocce.

* Adsorbimento è diverso da assorbimento. Vuoi sapere perchè? Chiedici l'approfondimento...

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