Redazionali

Ecco i miglioramenti sul vino con i biostimolanti estratti dalle Fabaceae

05/03/2014


Intervenire in campo con i biostimolanti e in particolare con l’idrolizzato enzimatico di tessuti di Fabaceae, fa aumentare il grado zuccherino e l’alcol potenziale, inducendo un processo di miglioramento nella qualità dei vini. Questo ha rilevato ILSA in un quadriennio di sperimentazioni in collaborazione con importanti cantine vitivinicole nazionali, tra le quali Gini di Monteforte d’Alpone, nel veronese e Reverdito di La Morra, a Cuneo.
ILSA, azienda produttrice di fertilizzanti da oltre 50 anni, negli ultimi decenni ha focalizzato le sue attività di ricerca nello studio di prodotti speciali e biostimolanti per le piante. Al momento è l’unica in grado di produrre questo particolare estratto di Fabaceae, che richiede un particolare processo che impiega enzimi proteolitici e cellulosolitici specifici, che operano a pH neutro e basse temperature, tagliando le catene proteiche dei tessuti vegetali. In questo modo si crea un prodotto dalle caratteristiche uniche che rende totalmente disponibili e funzionanti gli amminoacidi e le altre molecole ad azione biostimolante. Tra questi il Triacontanolo, un alcol a catena lunga, naturalmente presente nelle Fabaceae, su cui esistono volumi di pubblicazioni riguardo il suo indiscusso effetto biostimolante per le piante.


Quali sono i benefici per chi fa vitivinicoltura?


Negli ultimi quattro anni, ILSA ha ottenuto molte evidenze degli effetti dell’idrolizzato enzimatico di tessuti di Fabaceae (inserito nella categoria dei biostimolanti con DM 10 luglio 2013). E’ stato riscontrato un aumento del grado zuccherino (espresso sia in gradi °Brix che in gradi babo) e della percentuale di alcol potenziale, aspetto fondamentale, anche dal punto di vista economico. Il più alto indice di maturazione tecnologica (Zuccheri/Acidi) si ha grazie all’aumento dei gradi °Brix, senza provocare repentini abbassamenti dell’acidità e del pH. Si è notato uno stimolo dell’attività dell’enzima PAL (Fenilalanina Ammoniaca Liasi). L’attivazione di questo enzima, soprattutto in fase di maturazione (quando la vite va spesso in stress idrico), consente una maggiore concentrazione di composti fenolici nel prodotto finale. Si è visto poi un aumento dello spessore della buccia, che si traduce in una maggiore resistenza degli acini ed in un’alta qualità del mosto. I composti “nobili” del vino, infatti sono presenti principalmente in vinaccioli e buccia, per cui resveratrolo e flavonoidi li ritroviamo in buone quantità nel prodotto finale.

Altri effetti poi sono conseguenti ad azioni specifiche che questo biostimolante esercita sul metabolismo della vite. Ad esempio riguardo all’attività ormono-simile: come auxine e gibberelline, stimola lo sviluppo vegetativo, l’induzione a fiore delle gemme e l’allegagione più regolare. Ciò consente una notevole riduzione dell’acinellatura e l’allungamento del grappolo, che così risulta più “aperto” e meno soggetto all’attacco di muffe. E’ stata riscontrata una regolazione delle vie metaboliche del carbonio e dell’azoto, che favorisce una maggiore fotosintesi. Ciò consente un accumulo maggiore di zuccheri in foglie e acini. Inoltre, si è notato uno stimolo dell’assorbimento fogliare di macro e microelementi (ferro, magnesio, boro, calcio) che consente una nutrizione più efficace e scongiura fenomeni di clorosi o carenze nutritive. Infine si è registrato un anticipo della maturazione, che consente di evitare problemi di disidratazione degli acini che molti vitigni hanno in fase di pre-raccolta. Il grafico illustra l’aumento del grado zuccherino (espresso in gradi °Brix) avuto in diversi vitigni negli ultimi due anni di prove svolte da ILSA. Il maggiore tenore in zuccheri si è avuto in maniera assoluta e, in alcuni casi, il divario è stato eccezionale, come si può vedere anche dai valori riportati nella tabella seguente:




Inoltre, il processo produttivo specifico rende l’idrolizzato enzimatico di tessuti di Fabaceae perfettamente miscibile con qualsiasi formulato commerciale. L’aggiunta di dosi ridotte (1,5-2 kg/ha) di questo idrolizzato, in occasione dei normali trattamenti antiparassitari o interventi di concimazione fogliare che vengono fatti sulla vite, non va così ad incidere ulteriormente sui costi. Tutto ciò significa che l’aumento della qualità e del valore dell’uva, si ottiene sia con risparmio economico sia con interventi del tutto sostenibili per l’ambiente.


ILSA in breve  Dal 1956 ILSA produce e vende concimi organici e organo minerali, solidi e liquidi, biostimolanti e prodotti ad azione specifica. Dispone di una gamma completa di prodotti sia per l'agricoltura convenzionale che biologica. La sua missione è quella di soddisfare al meglio le esigenze di un'agricoltura sempre più specializzata e sempre più attenta alle problematiche ambientali formulando prodotti innovativi di grande qualità ed efficacia privilegiando materie prime naturali di pregio. Il centro ricerche aziendale, attivo fin dal 1976, e l’innovazione tecnologica, concretizzano la volontà di migliorare sempre e consentono ad Ilsa di mantenersi ai vertici del settore delle biotecnologie per la nutrizione e la biostimolazione dei vegetali.