Redazionali

Buono a Sapersi!
“La vita è troppo breve per bere vini mediocri.” (W. Goethe)

28/05/2015

Sono i vini tipici a garantire le migliori opportunità commerciali. C’è vino buono in tutto il mondo e per ritagliarsi un proprio spazio, bisogna garantire prodotti di qualità e specificità del territorio, e rivolgersi al giusto pubblico, nazionale ed estero. Produrre vino “buono” conviene anche considerando che nei ricorrenti eccessi di offerta un kg d’uva di una varietà comune viene pagato a fatica 20-30 centesimi, a fronte di costi di produzione ben più alti.

Per arrivare al vino buono serve l’uva buona. Proprio a questo ILSA punta con le proposte specifiche per la viticoltura specializzata.

La gamma (concimi solidi al terreno, integratori fogliari di micronutrienti e i biostimolanti ad azione specifica) è stata mirata per offrire il meglio delle soluzioni agronomiche nutrizionali, soluzioni che aiutano le grandi uve a diventare grandi vini rispettando ambiente e territori, lì dove risiede la vera ricchezza dei viticoltori.

 

Ecco i miglioramenti sul vino con i biostimolanti estratti dalle Fabacee

Aumentare sia grado zuccherino che l’alcol potenziale, in modo naturale, senza agire sul mosto è possibile con i biostimolanti ILSA

Intervenire in campo con i biostimolanti e in particolare con l’Idrolizzato Enzimatico di tessuti di Fabacee, per esempio ILSAC-ON, fa aumentare il grado zuccherino e l’alcol potenziale, inducendo un processo di miglioramento nella qualità dei vini. Questo ha rilevato ILSA in un quadriennio di sperimentazioni in collaborazione con importanti cantine vitivinicole nazionali, tra le quali Cantine Gini di Monteforte d’Alpone, nel veronese, Reverdito di La Morra, a Cuneo, Cantina Settesoli di Menfi, Agrigento.

ILSA, nell’ultimo decennio ha focalizzato le sue attività di ricerca nello studio di prodotti speciali e biostimolanti per le piante. Al momento è l’unica in grado di produrre questo estratto di fabacee, che richiede un particolare processo che impiega enzimi proteolitici e cellulosolitici specifici, che operano a pH neutro e basse temperature, tagliando le catene proteiche dei tessuti vegetali. In questo modo si crea un prodotto dalle caratteristiche uniche che rende totalmente disponibili e funzionanti gli amminoacidi e le altre molecole ad azione biostimolante. Tra questi il triacontanolo, un alcol a catena lunga, naturalmente presente nelle fabacee, su cui esistono volumi di pubblicazioni riguardo il suo indiscusso effetto biostimolante per le piante.

QUALI SONO I BENEFICI PER CHI FA VITIVINICOLTURA ?
Negli ultimi quattro anni, ILSA ha ottenuto molte evidenze degli effetti di ILSAC-ON e dell’Idrolizzato Enzimatico di Tessuti di Fabaceae (inserito nella categoria dei biostimolanti con DM 10 luglio 2013). E’ stato riscontrato un aumento del grado zuccherino (espresso sia in gradi brix che in gradi babo) e della percentuale di alcol potenziale, aspetto fondamentale, anche dal punto di vista economico. Il più alto indice di maturazione tecnologica (Zuccheri/Acidi) si ha grazie all’aumento dei gradi brix, senza provocare repentini abbassamenti dell’acidità e del pH.

Si è notato uno stimolo dell’attività dell’enzima PAL (Fenilalanina Ammoniaca Liasi). L’attivazione di questo enzima, soprattutto in fase di maturazione (quando la vite va spesso in stress idrico), consente una maggiore concentrazione di composti fenolici nel prodotto finale. Si è visto poi un aumento dello spessore della buccia, che si traduce in una maggiore resistenza degli acini ed in un’alta qualità del mosto. I composti “nobili” del vino, infatti sono presenti principalmente in vinaccioli e buccia, per cui resveratrolo e flavonoidi li ritroviamo in buone quantità nel prodotto finale.

Altri effetti poi sono conseguenti ad azioni specifiche che questo biostimolante esercita sul metabolismo della vite. Ad esempio riguardo all’attività ormono-simile: come auxine e gibberelline, stimola lo sviluppo vegetativo, l’induzione a fiore delle gemme e l’allegagione più regolare.

Ciò consente una notevole riduzione dell’acinellatura e l’allungamento del grappolo, che così risulta più “aperto” e meno soggetto all’attacco di muffe. E’ stata riscontrata una regolazione delle vie metaboliche del carbonio e dell’azoto, che favorisce una maggiore fotosintesi e ciò consente un accumulo maggiore di zuccheri in foglie e acini. Inoltre, si è notato uno stimolo dell’assorbimento fogliare di macro e microelementi (ferro, magnesio, boro, calcio) che si traduce in una nutrizione più efficace e scongiura fenomeni di clorosi o carenze nutritive e Infine si è registrato un anticipo della maturazione, che permette di evitare problemi di disidratazione degli acini che molti vitigni hanno in fase di pre-raccolta.

Grafico 1 - Aumento del grado zuccherino (gradi Brix), in azzurro le evidenze dell'Idrolizzato enzimatico di Fabacee ILSA

Le soluzioni sono testate in diversi territori per dimostrare l’affidabilità degli strumenti che ILSA propone.

Il grafico illustra l’aumento del grado zuccherino (espresso in gradi Brix) avuto in diversi vitigni in due anni di prove svolte da ILSA. Il maggiore tenore in zuccheri si è avuto in maniera assoluta e, in alcuni casi, il divario è stato eccezionale, come si può vedere anche dai valori riportati nella tabella seguente:


Tabella 1 -
Aumento del grado zuccherino (gradi Brix)

 

Inoltre, il processo produttivo specifico rende l’Idrolizzato Enzimatico di Tessuti di Fabacee (ILSAC-ON) perfettamente miscibile con qualsiasi formulato commerciale. L’aggiunta di dosi ridotte (1,5-2 kg/ha) di questo idrolizzato, in occasione dei normali trattamenti antiparassitari o interventi di concimazione fogliare che vengono fatti sulla vite, non va così ad incidere ulteriormente sui costi di produzione. Tutto ciò significa che l’aumento della qualità e del valore dell’uva, si ottiene sia con risparmio economico sia con interventi del tutto sostenibili per l’ambiente.

Ecco in dettaglio i risultati ottenuti a Menfi, presso Cantine Settesoli, in due parcelle omogenee di grandi dimensioni, di varietà Syrah e Grecanico, dove la linea nutrizionale è stata condotta secondo la proposta ILSA:

1) Concimazione alla ripresa vegetativa al terreno con PROGRESS MICRO

2) Dalla prefioritura all’invaiatura 5 interventi con ILSAC-ON nelle miscele fitoiatriche

3) Dall’invaiatura due interventi con GLUCOS K

In entrambe le tesi, la proposta ILSA ha favorito un maggiore grado zuccherino senza aumento del pH, fattori fondamentali per avere una buona qualità del mosto.

Grafico 2 – Risultati su uve Syrah e Grecanico presso Cantine Settesoli di Menfi (AG)



Nella prova su Grecanico, inoltre, la migliore allegagione dovuta alle applicazioni di ILSAC-ON in fioritura ha favorito una resa finale di circa 8 q/ha maggiore rispetto alla parte di vigneto senza ILSAC-ON.

Dal punto di vista agronomico, erano evidenti in entrambe le varietà i vantaggi portati dalla proposta ILSA, soprattutto in termini di:

- grappoli più pieni e compatti,
- minore acinellatura,
- maggior numero di grappoli,
- migliore benessere della pianta,

nonostante la forte presenza in zona di oidio e peronospora.

Tutto ciò ha creato le premesse per una produzione maggiore e di più alta qualità.