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Buono a Sapersi!
Mirtillo, le esperienze d’Oltreoceano per una shelf-life più lunga

05/05/2018

Anche in Sud America IlsaC-on è ormai diventato uno strumento indispensabile per aumentare il valore della produzione finale. Le esigenze di mercato del mirtillo, coltura che in Cile e Perù riveste una grande importanza, maggiore che in Italia, si sposano alla perfezione con i benefici dell’idrolizzato enzimatico di Fabaceae, biostimolante 100% vegetale e dalla spiccata azione positiva sul metabolismo della pianta.

Al contenuto in zuccheri e polifenoli ed all’uniformità del calibro, parametri che IlsaC-on aumenta anche su colture più diffuse in Italia (vite da vino, ciliegio e fruttiferi in generale), si aggiungono altri parametri fondamentali per consentire l’esportazione di questi frutti apprezzati per i loro effetti e benefici sulla salute, cioè consistenza, contenuto in sostanza secca e umidità alla raccolta. Dal 2014 ad oggi, i risultati provenienti da grandi aziende nelle aree di Chillán e Los Angeles (nell’ottava regione, chiamata Bío Bío), su varietà Blue Gold, Ochlockonee, Ozarkblue, hanno confermato la positiva azione sull’aumento della consistenza della polpa di frutti di mirtillo. Applicato già a partire da post-allegagione, con quattro interventi ogni 15 giorni, il biostimolante vegetale ha un’azione univoca sul rallentamento del deperimento della polpa, agendo in precise fasi del metabolismo.

L’azione del triacontanolo sull’attività degli enzimi cardine del metabolismo azotato favorisce una rapida assimilazione e trasformazione dell’azoto ammoniacale in amminoacidi, tale da evitare l’accumulo di ioni ammonio e la loro influenza negativa sulla struttura della pectina. In questo modo i frutti mantengono una maggiore croccantezza più a lungo. Inoltre, la presenza nell’idrolizzato enzimatico di Fabaceae di vitamine e di altri composti ad attività antiossidante, come i polichetidi aromatici e derivati della naringina, gli acidi polifenolici e fenilpropanoidi, influenza l’attività degli enzimi di difesa dallo stress ossidativo (perossidasi, catalasi) e riduce l’attività di quelli che degradano proprio la pectina (pectasi e pectinasi).



Questo parametro, insieme alla più alta percentuale di materia secca (sia in pre che in post-raccolta) ed alla minore percentuale di umidità, consente di avere frutti che meglio si prestano al confezionamento ed al trasporto per l’esportazione, grazie anche ad una minore suscettibilità a Botrytis, verificata visivamente in fase di post raccolta. Sul sito www.ilsagroup.com sono disponibili le prove effettuate in Cile, con risultati nettamente migliori rispetto al non trattato, in termini di consistenza (misurata in g/mm o in unità Durofel, che corrisponde a circa 3,5 g/mm), minore umidità alla raccolta, più alto contenuto in sostanza secca (superiore a 2 punti percentuali fino a 30 giorni dopo la raccolta), gradi Brix e uniformità di calibro. Prove effettuate non solo su mirtillo ma anche su ciliegio, uva da tavola e kiwi, sempre destinati all’esportazione. 



L’ottenimento di questi parametri di qualità consente ai produttori cileni e peruviani di soddisfare le esigenze dei mercati più lontani e redditizi, come quello statunitense, europeo ed asiatico. Inoltre, le caratteristiche “naturali” del biostimolante consentono anche il suo impiego in agricoltura biologica, grazie alle certificazioni in base alla normativa europea (Reg. (CE) 889/2008), statunitense (USDA/NOP), giapponese (JAS) ed in base ad altri disciplinari di produzione come (Demeter, Fibl, Naturland).